IL PRESIDENTE CONFEDERALE CARLO SANGALLI ALL'A.C.A.

«Il nostro settore è fondamentale per il Paese, ma va sostenuto»

I vertici nazionali di Confcommercio-Imprese per l'Italia sono stati ospiti, sabato 26 novembre, presso l'Associazione Commercianti Albesi.
Il presidente confederale Carlo Sangalli, il vice presidente Renato Borghi e il presidente del Collegio dei Probiviri on. Giovanni Deodato, sono stati accolti dalla Direzione A.C.A. composta dal direttore Giuliano Viglione, dal vice direttore vicario Fabrizio Pace e dalla vice direttrice Silvia Anselmo, dalla Presidenza composta dal vice presidente vicario Carlo Drocco e dai vice presidenti Francesca Sartore e Mauro Mollo, nonché dal Consiglio direttivo A.C.A.. Presenti all'incontro, anche gli on. Ettore Paganelli e Tomaso Zanoletti, legati a Sangalli da una lunga amicizia.

Il direttore Giuliano Viglione ha presentato ai vertici confederali il quadro della situazione economica del territorio, con ampi riferimenti al contesto generale nel quale l'Associazione Commercianti Albesi opera.

«L'A.C.A. - ha spiegato Viglione – può contare su oltre 100 collaboratori qualificati, che accolgono quotidianamente le imprese, ascoltano le necessità e individuano le migliori soluzioni, per accompagnare l'imprenditore nelle sfide sempre più complesse che il mercato presenta». Il direttore A.C.A. ha sottolineato come la domanda di innovazione delle nuove generazioni imprenditoriali sia sempre più pressante e quanto sia necessario corrispondervi precorrendo i tempi e presentandosi pronti a fronteggiare ogni problematica emergente. «Il tutto – ha aggiunto – in un contesto mondiale e nazionale denso di incognite, dal futuro dell'Unione Europea agli esiti sorprendenti delle elezioni statunitensi, dalle incertezze politiche legate al referendum costituzionale in Italia ai temi insoluti della burocrazia asfissiante e dell'eccessiva imposizione fiscale per le attività economiche e per le famiglie».

Nel descrivere l'andamento del commercio e del turismo ad Alba, nelle Langhe e nel Roero, emerge chiaramente la sempre più stretta interconnessione tra i comparti di commercio e turismo, laddove quest'ultimo presenta una crescita costante a doppia cifra, con circa 1 milione e 200 mila turisti stimati in circolazione durante l'anno e un giro d'affari che si attesta sui 154 milioni di euro, che coinvolge 1.600 aziende per oltre 6.000 addetti diretti (che salgono a oltre 10.000 considerando anche gli occupati indiretti).
Il comparto della ristorazione, in particolare, eccelle: Langhe-Roero e Monferrato vantano il maggior numero di stelle Michelin fra tutti i paesaggi vitivinicoli che rientrano nel Patrimonio Unesco: 21 locali stellati (tra cui l'unico tre stelle piemontese per un totale di 24 simboli).

Viglione ha rimarcato il ruolo dell'A.C.A. quale punto di riferimento del territorio per i problemi che interessano non solo le categorie economiche ma anche l'intera collettività: dalla sanità alla grande viabilità, dall'organizzazione della giustizia alla manutenzione delle strade, i temi vengono trattati dall'Associazione “Langhe Roero, Tavolo delle Autonomie per il Territorio” (73 sindaci e 12 primarie realtà private tra aziende, organizzazioni di categoria, fondazioni), una realtà fortemente voluta dall'A.C.A. e da essa coordinata.

Il presidente Sangalli ha elogiato l'operato dell'Associazione Commercianti Albesi, passando poi a commentare l'attuale momento socioeconomico nazionale e spiegando come alcune conquiste inserite nella Legge di Stabilità siano effetto di un confronto diretto di Confcommercio con il governo, portando ad esempio l'aver scongiurato le clausole di salvaguardia e con esse l'aumento dell'Iva per il 2017 e l'aver avuto un ruolo nella formulazione dell'I.R.I. (l'imposta sul reddito d'impresa che stabilisce un principio di uguaglianza e consente al piccolo imprenditore di patrimonializzare la sua impresa).

«Bloccare l'Iva – ha precisato in specifico Sangalli – è servito a mantenere denaro nelle tasche dei cittadini, perché la visione di Confcommercio riguarda prima di tutto la crescita del Paese, che ha problemi strutturali come la debolezza della domanda interna e la contrazione degli investimenti, scesi del 30% dal 2007 al 2015. Se vogliamo trasformare la ripresa in crescita durevole – prosegue rivendicando attenzione dal Governo - non si può ignorare una risorsa come il nostro settore, che genera oltre il 40% di occupazione e oltre il 40% del Pil nazionale. Con una pressione fiscale tra le più alte al mondo non è certo possibile rilanciare l'economia». Il presidente confederale ha poi trattato il tema della criminalità, oggetto peraltro del convegno del 22 novembre a compendio dell'edizione 2016 dell'iniziativa Confcommercio “Legalità, mi piace!”: «Dalla nostra indagine risulta che i costi sociali del malaffare sono ingentissimi, stimati a 26,5 miliardi di euro che ogni anno vengono sottratti ai fatturati legittimi delle imprese italiane: un danno finanziario con risvolti anche sull'occupazione e 180.000 posti di lavoro regolari a rischio. Per non parlare delle inefficienze logistiche, che costano all'Italia 34 miliardi di euro l'anno».

Il presidente Sangalli è poi tornato sulla spinosa riforma delle Camere di Commercio, ricordando come Confcommercio-Imprese per l'Italia sia stata l'unica confederazione a difenderle poiché ritenute fondamentali in un momento storico in cui le imprese hanno bisogno di crescere per strutturarsi e competere.

L'incontro si è concluso all'insegna della massima cordialità: Sangalli ha avuto parole di grande apprezzamento e amicizia per un'Associazione ed un territorio da sempre vivi, produttivi e accoglienti.

Incontro 1

Incontro 2

Incontro 3

 

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