TARTUFO: PER L’UE “PRODOTTO AGRICOLO SPONTANEO”

A.C.A. tra i firmatari della petizione che ha convinto l’Europa a riconoscerne lo status.

Di tartufo, quest’anno, non ci sono solo la stagione e la Fiera. Tra trifolao indaffarati nella cerca notturna sulle colline di Langhe e Roero e Alba capitale del tuber magnatum pico, al centro del dibattito ci sono anche aspetti politici e fiscali: una legge in discussione alla Camera, il tavolo di lavoro aperto al Ministero e l’Unione Europea che ha accolto la petizione promossa e firmata da Comune di Alba, Ente Fiera, Centro nazionale studi tartufo e Associazione Commercianti Albesi, redatta dall’avvocato Roberto Ponzio e giunta lunedì 10 ottobre a Bruxelles, accompagnata da una folta delegazione del territorio.
Punto principale, riconoscere al tartufo, che è un fungo ipogeo, lo status di prodotto agricolo spontaneo così come già avviene nel resto d’Europa. Un elemento fondamentale per la fiscalità, ma anche a sostegno della coltivazione e la salvaguardia dei boschi, per garantire la libera raccolta e, nello stesso tempo, la possibilità di accedere ai fondi europei del Piano di sviluppo rurale. Su questo l’Europa si è espressa positivamente e ora sarà la Commissione Europea a chiedere ufficialmente all’Italia, forse già entro fine anno, di modificare lo status giuridico del tartufo. Non resta che augurarsi celerità, da parte del nostro Paese, nel recepimento delle modifiche richieste.

RIDUZIONE DELL’IVA
La petizione aveva già prodotto l’importante risultato di abbassare l’Iva applicata sul tartufo dall’Italia dal 22 al 10%. La Commissione europea, infatti, riconoscendo una penalizzazione ingiustificata del nostro Paese, ha chiesto al Governo italiano di adeguarsi agli altri Stati dell’Unione, dove il tartufo viene considerato un prodotto agricolo con un’Iva tra il 4 e 10%.

 

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