Per un territorio di rango UNESCO

Servono strade sicure e pulite, segnaletica evidente e una cultura diffusa del decoro. Un anno fa il dissesto idrogeologico causato da una primavera estremamente piovosa, generò frane, smottamenti, interruzioni su numerose strade di Langhe e Roero. 

A un anno di distanza le cose sembrano leggermente migliorate, con alcuni dei più gravi problemi parzialmente risolti e l'apertura di nuovi cantieri lungo le arterie provinciali, visione alla quale non eravamo più abituati.

La Provincia di Cuneo, l'anno scorso tremendamente in difficoltà nel gestire l'emergenza frane ed anche la sola manutenzione ordinaria della rete, è tornata in carreggiata grazie a numerosi fattori: l'iniezione di risorse fresche dalla messe fiscale (tassa Rc Auto, imposta sulle trascrizioni dei passaggi di proprietà delle auto), fondi dalla Regione da crediti arretrati, trasferimenti statali e, cosa non da poco, risparmi realizzati sullo sgombero neve, dono di un inverno scarsamente nevoso.

Ripristinate condizioni finanziarie favorevoli, unitamente ad una riforma delle province che di fatto non ha toccato le competenze essenziali di questi enti, vale a dire la rete stradale e l'edilizia scolastica, il territorio di Langhe e Roero rivendica non solo la sistemazione dei collegamenti laddove gli smottamenti li hanno interrotti – conditio sine qua non per poter accogliere dignitosamente il turismo in arrivo – ma anche una maggiore attenzione all'ordine, al decoro, alla pulizia delle strade e delle immediate pertinenze. L'auspicio è di non dover più assistere alla vergogna della vegetazione cresciuta impetuosamente a bordo strada tanto da ottundere la visuale e rendere pericolosa la percorrenza. Non solo sfalcio però: è fondamentale anche raccolta dei rifiuti che, dopo il taglio, inevitabilmente emergono dagli abissi verdi a far brutta mostra di sé.

Un triste fenomeno in ripresa è quello dei rifiuti e delle cartacce gettate dal finestrino. Sono tornati anche i sacchi e le borse di plastica ricolmi di immondizia a “incorniciare” certi tratti collinari che il senso civico vorrebbe intonsi e che invece la maleducazione insozza senza pudore. Impossibili sanzioni esemplari quando si riesca ad individuare gli insozzatori? Accogliamo ogni anno schiere di turisti dal numero crescente e per non perdere la faccia dobbiamo fare in modo che gli sforzi profusi nella promozione turistica non vengano vanificati dalla realtà. Il 22 giugno 2014 i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sono stati riconosciuti dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Tuttavia, è difficile per chi giunga su queste colline percepire la sensazione di esservi immersi. La segnaletica non è diffusa e dove esiste è scarsamente visibile. Pur senza eccedere nell'esibizionismo, occorrerebbe osare un po' di più. Più complesso è raggiungere la consapevolezza di ciò che significa territorio Unesco, creare una cultura, inculcare prima di tutto negli operatori del turismo (e seppure utopistico, nella popolazione), il significato che questo territorio ha per i visitatori, il modo in cui essi lo vedono e le aspettative che nutrono. Anche i privati – coloro che non hanno un diretto interesse nell'economia turistica – possono fare la propria parte, trasformando il proprio amore per la terra in cui vivono, nella cura delle proprie abitazioni, dei propri giardini, del proprio marciapiedi. Sarebbe una rivoluzione.

Abbiamo detto molto spesso che i turisti attratti dall'albese sono esigenti: esigono che alla fama di un territorio corrisponda la sostanza e desiderano vivere esperienze uniche, indimenticabili. Che siano anche positive, dipende da tutti noi…

 



freccia  Torna all'elenco news