Verso un ospedale di eccellenza: la continuità dei flussi finanziari

Il Consiglio direttivo A.C.A. ha incontrato i vertici dell'AslCn2 e della Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra Onlus.

Ha avuto luogo giovedì 17 dicembre presso l'Associazione Commercianti Albesi un incontro del Consiglio direttivo dell'A.C.A. con i vertici dell'AslCn2 e della Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra Onlus, avente per oggetto il punto sui lavori di costruzione del nosocomio di Verduno e le varie problematiche annesse alla fine dei lavori.

Il Consiglio aveva chiesto di poter conoscere i dettagli dell'opera e del suo avanzamento invitando i vertici dell'Asl – presenti nelle persone del direttore generale Francesco Morabito, del direttore sanitario Paolo Tofanini e del responsabile unico del procedimento per il nuovo ospedale, Ferruccio Bianco, con l'intervento del direttore dei lavori Ilario Toscano -, nonché la Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra Onlus, presente con il presidente Emilio Barbero e il direttore generale Luciano Scalise.

Interessante la disamina della vicenda, sia sotto il profilo finanziario che operativo. «A fronte di un cantiere che oggi procede spedito, come è noto l'intervento ha vissuto alterne vicende. - ricorda il direttore generale AslCn2 Francesco Morabito -. Nei dieci anni intercorsi dalla posa della prima pietra (4 dicembre 2005, lavori iniziati a fine marzo 2006), l'opera ha dovuto fronteggiare anche una lunga interruzione (negli anni 2012 e 2013), vera e propria crisi risolta anche grazie ai conti in regola della locale Azienda sanitaria (tra le poche in Piemonte con bilancio in pareggio) che ha potuto da allora anticipare circa 15 milioni di euro». La crisi aveva collateralmente rallentato anche le erogazioni dei privati alla Fondazione, che ha per obiettivo la dotazione dei migliori arredi e strumentazioni per la parte interna.

Oggi le rassicurazioni ufficiali del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e dell'assessore alla Sanità Antonio Saitta lasciano sperare che l'ultimazione del nosocomio entro marzo 2017 non sia una boutade, bensì realtà: i soldi per completare Verduno – unico ospedale piemontese in costruzione - ci sono.
La progressione del cantiere è tale che i tecnici si sbilanciano: se i flussi finanziari non subiranno altre interruzioni – e qui il richiamo alla responsabilità della Regione è forte e chiaro – i lavori potrebbero essere conclusi anche prima del previsto.
Entro l'autunno è fissata la chiusura del cantiere per le strade e le altre infrastrutture. Attualmente sono in fase di realizzazione le parti più costose, come l'impiantistica e le dotazioni tecnologiche. E' stato sottolineato come il nuovo ospedale andrà a sostituire un servizio sanitario ospedaliero che ad Alba e Bra è stato migliorato in tutti i possibili aspetti ma che resta drammaticamente condizionato dall'esiguità degli spazi (trattasi di ospedali costruiti nel XVIII secolo), caratteristica che si ripercuote sulla qualità del servizio erogato ai pazienti. Un esempio è il Dea (dipartimento emergenza e accettazione), estremamente affollato e caotico, che a Verduno sarà ampio, articolato in più ambienti, organizzato e gestito in modo diverso, con più assistenza specialistica.



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