Alta Langa: il futuro si chiama turismo

Ottimi numeri per l'area più schiva, richiesta da un pubblico amante dell'outdoor e dell'autenticità.

Alta Langa, terra di frontiera. Per lei si va verso il mare, cui conduce la strada “normale”. Una normalità tornata in auge, lungi dagli echi della modernità che al sorgere delle autostrade la relegavano a “cosa antica”, vetusta. Oggi la frenesia contemporanea spinge nei luoghi remoti a riscoprire la lentezza, la tradizione, l'autenticità.
Si spiega così l'aumento straordinario del numero di turisti che nell'ultimo anno si sono recati in Alta Langa: i dati censiti dagli uffici turistici e dalle strutture raccontano di 20.811 persone giunte sulle alture dei boschi e dei noccioleti, con una media di notti dormite che sfiora le 3. Negli ultimi cinque anni, l'incremento di arrivi è stato del 24% e del 19% quello delle presenze registrate dal sistema ricettivo. Un'area che percentualmente cresce di pari passo, se non più velocemente, della più rutilante bassa Langa dei grandi vini rossi e del tartufo bianco d'Alba, grazie alle bellezze paesaggistiche e all'atmosfera soft di luogo incontaminato e lontano dai ritmi convulsi delle città. Qualche turista benedice l'assenza di “campo” in zone dove i pascoli prevalgono sui vigneti. Altri, in linea con i residenti, sono meno felici del digital divide, ma tutti – secondo quanto riferisce il Consorzio Turistico Langhe Roero Monferrato che unisce le strutture ricettive dell'area – si dichiarano entusiasti dopo aver visitato le cascine, percorso le strade bianche a passeggio con i bambini, approcciato i vecchi mestieri ancora praticati, visitato una fattoria didattica e molto, molto altro.
Sì, perché da solo il paesaggio non crea economia: ha bisogno di amministratori del territorio lungimiranti, capaci di intravedere un futuro turistico nel proprio piccolo paese favorendo l'abbellimento dei centri, l'arredo urbano, la pulizia; ma soprattutto serve un'organizzazione quotidiana e puntuale di tutte le attività che il turista richiede. Un turista esigente, che cerca ormai la qualità in tutti gli angoli – Unesco e non – di questa landa piemontese salita agli onori dei media internazionali.

UN LAVORO DI ANNI TUTTI I GIORNI
Da molti anni ormai il Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero lavora alla creazione di un'offerta sempre più sartoriale, cucita addosso al turista tipo che sceglie l'Alta Langa per le proprie vacanze: persone in cerca di esperienze genuine con la gente, gli artigiani, l'ospitalità del posto, atmosfere rilassanti, panorami magici che sanno ancora ammantarsi di silenzio (tesoro immateriale sempre più ricercato); le famiglie rientrano nelle strutture di villeggiatura dopo giornate trascorse a compiere un tour in Alta Langa, per le Authentic Experiences come la Nocciola Discovery (visita a produzione e trasformazione in semilavorato) o la Nocciola Experience con pasticceri all'opera, in diretta! (il Consorzio lavora assiduamente alla promozione della nocciola, prodotto di punta di questo territorio, tramite l'Ente Fiera della Nocciola e Prodotti Tipici dell'Alta Langa). Un copione che funziona anche per il formaggio - con i pomeriggi da pastore e la visita al caseificio - e che trova il proprio compimento nelle strutture ricettive – hotel di charme o piccole dimore di charme in campagna – dove i gestori si producono nell'opera forse più importante: far innamorare i loro ospiti di questo territorio.
Le famiglie con bambini sono probabilmente i soggetti più felici di trovarsi in Alta Langa: qui fanno esperienze, trekking, attività all'aria aperta, scoprendo i valori della campagna, i tempi della natura, incontrando gli animali di allevamento nel loro contesto abituale, spesso in libertà nei prati o in fattoria.
Il target del turismo familiare è estremamente importante per l'Alta Langa. Per questo investire nel futuro significa creare nuove strutture ricettive o implementarle per l'accoglienza ai bambini e con attività didattiche ed esperienziali; valorizzare e creare nuove osterie dall'atmosfera d'antan, semplici e autentiche; aprire un numero maggiore di aziende legate a nocciole e formaggi alle visite turistiche, condividendo un patrimonio di conoscenza e tradizione.
Migliorare, insomma, si può e si deve se si crede nello sviluppo economico di questo meraviglioso e misconosciuto territorio, che solo ora si affaccia platealmente al turismo: il tutto, senza dimenticare che cos'è l'Alta Langa, né smarrirne l'identità.

 

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