DELRIO: SU AT-CN OK CONDIZIONATO

Il ministro ha incontrato in Prefettura sindaci e imprenditori per esporre la sua soluzione.

Addio tunnel sotto la collina di Verduno, sì al tracciato fuori terra. Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha confermato la sua ipotesi di soluzione per la realizzazione del lotto 2.6 dell’autostrada Asti Cuneo, confrontandosi lunedì 6 marzo scorso in Prefettura a Cuneo con i sindaci dell’asse autostradale e gli imprenditori dell’area, presenti anche i parlamentari espressi dalla Granda.
Dunque un lotto da 310 milioni di euro e conclusione dei lavori entro tre anni e mezzo è quanto Delrio mette sul piatto ma (c’è sempre un ma nella vicenda Asti-Cuneo…) al verificarsi di determinate condizioni.


ATTO AGGIUNTIVO
La prima condizione è la sottoscrizione di un “atto aggiuntivo” da parte di Ministero e concessionaria (la società Asti-Cuneo partecipata al 65% dal gruppo Gavio e al 35% da Anas).
Un atto che dovrà contenere proposte precise e un piano economico attendibile e condiviso in merito al lotto Roddi-Cherasco. Solo attraverso questa procedura – che va perfezionata entro e non oltre giugno prossimo (quando scadrà la concessione) sottolinea Delrio, il Ministero avrà le carte in regola per essere in condizione - alla peggio – anche di revocare la concessione in caso di inadempienza.
A chiare lettere, Delrio ha infatti dichiarato: «Se fosse stato possibile revocare la concessione l'avrei fatto, ma non ho potuto per ragioni varie» tra le quali l'errore commesso sulla valutazione del traffico autostradale previsto, in base al quale oggi il concessionario può dire che il progetto non è più remunerativo in quanto i passaggi sono inferiori a quanto preventivato. Dati che a suo tempo furono condivisi dal Ministero e che evidentemente costituivano uno dei cardini degli accordi con il costruttore.

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
Occorre poi sottoporre il progetto ad una Valutazione di impatto ambientale. A tal proposito, l'assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco ha già anticipato che dal punto di vista paesaggistico non sussistono problematiche poiché si provvederebbe a opportune schermature dei rilevati autostradali. Evidentemente è cambiato qualcosa da quando un tracciato analogo venne “bocciato” poiché collocato in zona esondabile.

LO SCOGLIO DI BRUXELLES
«Sosterremo il prolungamento delle concessionarie per l'Italia da parte dell'Unione Europea analogamente a quanto avvenuto in Francia. Cercheremo però di attutire l'impatto del rincaro dei pedaggi che sul tracciato fuori terra dovrebbero rivalutarsi del 3,5% l'anno per sei anni. E' l'incremento meno costoso rispetto alle due ipotesi progettuali comprendenti i tunnel, ma resta comunque elevato per le tasche dei cittadini. Allo scopo di incentivare l'utilizzo dell'autostrada proporremo il cross-financing, una metodica già sperimentata in altre aree d'Italia dove le autostrade dai pedaggi più remunerativi possono finanziare le tratte considerate più “povere”».

Un incontro all'insegna della concretezza e della verità, senza promesse. Che sia questo il segnale migliore?

 

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