Addio al Commendator Gian Giacomo Toppino, Presidente Onorario A.C.A.

Si è spento mercoledì 25 gennaio ad Alba.

Nato il 25 luglio 1929, esercente storico della città di Alba nel settore del commercio all'ingrosso e minuto di tessili e prodotti per la casa, è stato presidente dell'Associazione Commercianti Albesi dal 1964 al 2009, mantenendo la carica di presidente onorario fino ad oggi.

Dal 1987 è stato presidente dell'Apt (Azienda di Promozione Turistica) Langhe e Roero, fino alla costituzione nel 1996 dell'attuale Atl-Ente Turismo.

Già presidente dell'Unione provinciale del Commercio nella seconda metà degli anni '70, fu tra i soci fondatori nel 1974 della Confcommercio regionale del Piemonte.

La Presidenza, la Direzione, il Consiglio direttivo, il Collegio dei Revisori dei Conti e l'Associazione Commercianti Albesi tutta, nonché i dipendenti e collaboratori, ricordano il comm. Gianni Toppino con profonda stima e affetto per il suo fondamentale contributo alla crescita dell'A.C.A., divenuta anche grazie a lui un punto di riferimento per tutte le imprese associate e un'istituzione fortemente rappresentativa e radicata nel territorio di Langhe e Roero.

«Ricordiamo il presidente onorario Toppino – dichiara l'A.C.A. - per le sue straordinarie doti umane, per la sensibilità e la disponibilità all'ascolto, la finissima cultura e le capacità oratorie, l'alto profilo di “padre fondatore” e la figura politico-istituzionale che per molti anni ha rappresentato questa Associazione».

La statura istituzionale e culturale di Gian Giacomo Toppino

Noto per la sua profonda cultura, personalità di spessore e classe, Gian Giacomo Toppino conobbe Beppe Fenoglio e frequentò gli ambienti culturali e letterari del secondo dopoguerra.

Si distinse altresì per la sua attività politico-amministrativa, in un frangente delicato e al tempo stesso denso di sfide ed entusiasmi come quello del “boom” economico.

Nel 1960 Gianni Toppino fu eletto consigliere comunale, divenendo poi assessore alle Finanze e vice sindaco della Città di Alba. Primo cittadino, allora, era Osvaldo Cagnasso.
    
Fu sindaco democristiano di Alba dal 1972 (quando successe a Sobrero eletto deputato) al 1975 e poi dal '75 al '77.
Nel corso del suo mandato, fu istituito dalla Regione Piemonte il Circondario di Alba e Bra (77 comuni) nell'ottica del decentramento.
La variante organica al Piano regolatore consentì all'amministrazione Toppino di bloccare lo sviluppo disordinato della città nel periodo in cui (la data precisa è il 24 gennaio 1974) Alba raggiungeva i 30 mila abitanti.

A Toppino si deve anche il riordino dell'edilizia scolastica e il raggiungimento dell'equilibrio tra la domanda delle famiglie e l'offerta delle strutture.
Con la Giunta Toppino furono istituite le commissioni consiliari permanenti, una delle quali elaborò il regolamento dei quartieri e nel '76 nacque il primo comitato, quello di Mussotto.
Il Comune acquistò dalla famiglia Miroglio l'edificio adiacente il Municipio che divenne sede della Fiera del Vino di Pasqua.
Nel '76 iniziarono i lavori per l'impianto sportivo di San Cassiano.

Toppino fu anche attento alla comunicazione dell'istituzione comunale. Nel 1972 avviò la costituzione di un “ufficio stampa e pubbliche relazioni” per dare informazioni ai cittadini, promuovere le iniziative della città e migliorarne l'immagine, curare le relazioni con la stampa locale e incrementare quelli con  quella nazionale. Nel '76 il nuovo periodico “Albanotizie” affiancò lo storico “Alba Nostra”.
    
Negli anni '90 è stato tra gli animatori del Comitato promotore per il nuovo ospedale Alba-Bra.


Scriveva Giulio Parusso in “Palazzo e città”:

“GianniToppino resse la città nel periodo della sua maggiore consistenza demografica, 28.800 abitanti all'inizio del 1972, 31.424 alla fine del 1977, con tutte le problematiche legate agli anni successivi della contestazione, alla forte richiesta di partecipazione e condivisione dell'amministrazione della città da parte dei cittadini. Gli venne unanimemente riconosciuta capacità, cultura, signorilità nel tratto, ma anche una grande carica di socialità che gli proveniva da una esperienza cattolica intensamente vissuta, da un'educazione familiare e parrocchiale alla disponibilità, all'impegno sociale forte e intenso. Gli venne dato atto dai colleghi di consiglio, di maggioranza e di opposizione, di una grande capacità operativa, una forte determinazione nell'affrontare e risolvere i problemi.
Innovò soprattutto nello stile delle pubbliche relazioni, nell'organizzazione precisa e metodica delle cerimonie celebrative, nelle manifestazioni fieristiche, nell'applicazione del cerimoniale per conferire solennità e al tempo stesso ordinato svolgimento a ogni iniziativa; avviò una metodologia nell'organizzazione e celebrazione degli eventi che, perfezionato negli anni successivi, diventò un modello per tutta la provincia.
Con Toppino si chiudeva la generazione dei sindaci che si erano accostati alla attività politica subito dopo la Liberazione. Rimase in Consiglio comunale sino al 1980”.

 

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