SCONTRINO ELETTRONICO E RESO MERCE

 

In caso di reso di beni ad un commerciante che ha effettuato la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, restano applicabili anche al documento commerciale le procedure già previste per lo scontrino. In particolare, la procedura di reso deve fornire gli elementi necessari per correlare la restituzione del bene ai documenti comprovanti l’acquisto originario.

Questo è - in sintesi - quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate con il principio di diritto n. 21 del 1° agosto 2019 in merito ai resi di beni venduti con emissione del nuovo documento commerciale.

Si ricorda che lo scontrino elettronico è entrato in vigore dal 1° luglio 2019 per i soggetti IVA con volume d’affari superiore a 400.000 euro annui, e che dal 1° gennaio 2020 sarà obbligatorio per tutti i soggetti che effettuano operazioni di commercio al minuto ed assimilati.

Le indicazioni fornite riguardano sia il caso in cui l’esercente consenta al cliente di restituire la merce entro un determinato periodo dall’acquisto, in genere 30 giorni, sostituendolo con altri prodotti, sia qualora riconosca la possibilità di ottenere il rimborso totale dell’importo pagato.

Nel caso in cui l’esercente consenta al cliente di sostituire un articolo acquistato, “nel momento in cui riceve la merce restituita dal compratore in base alle condizioni contrattuali, deve sottrarre la somma da rimborsare dal pari o maggiore corrispettivo dovuto per gli altri beni scelti dal cliente. Tuttavia, occorre sottolineare che, poiché il corrispettivo afferente il bene reso è comprensivo della relativa quota di IVA incorporata, sarà necessario assicurare che il sistema proposto non incida sull’ammontare dell’imposta che il cedente dovrà versare all’erario sulla base delle registrazioni”.

Per cui nessun problema se il cedente non effettua distinzioni di aliquota (ad esempio per ventilazione nei generi alimentari, o per aliquota unica nei beni non alimentari).

L’Agenzia delle Entrate fornisce una ulteriore soluzione: “Qualora dovesse risultare operativamente difficoltoso effettuare contestualmente e direttamente alla cassa sia la restituzione del bene che il corrispondente rimborso, è possibile intestare al cliente un buono che attesti l’importo da rimborsare ed indichi l’aliquota IVA applicata”.

È opportuno che lo scontrino originale (ora documento commerciale) venga acquisito in copia anche dall’operatore commerciale e conservato per poter documentare l’operazione in caso di controllo.

Qualora venga concordato il rimborso totale del prezzo pagato, la procedura di reso dovrà fornire tutti quegli elementi che servono a creare un collegamento tra la restituzione del beni ed i documenti di prova dell’acquisto originario.

Sarà quindi necessario indicare:

• le generalità del soggetto acquirente;
• l’ammontare del prezzo rimborsato;
• i dati di riferimento del documento certificativo dell’operazione originaria;
• il numero di identificazione attribuito alla pratica di reso, che deve essere riportato su ogni documento emesso per certificare il rimborso.

In tal caso, sarà possibile anche con il documento commerciale fornire - in caso di controlli - le informazioni solitamente desumibili da fatture o note di variazione.

Per ulteriori informazioni
UFFICIO FISCALE
tel. 0173/226611
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