CORONAVIRUS - NUOVO MODELLO DI AUTODICHIARAZIONE PER GLI SPOSTAMENTI - 26/03/20

 

Il D.P.C.M. 22 marzo 2020 ha rimodulato le indicazioni relative al sistema di misure per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Sono state riviste in modo restrittivo le circostanze che legittimano gli spostamenti al di fuori della propria abitazione. Ciò ha comportato un aggiornamento del modello di autodichiarazione da compilare per motivare lo spostamento stesso.

Ci si può quindi muovere soltanto per i seguenti motivi: comprovate esigenze lavorative, esigenze di assoluta urgenza e motivi di salute.

Il nuovo D.P.C.M. abolisce la previsione, contenuta, nell'art. 1, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 8 marzo 2020, che assicurava il rientro tout court nel luogo di domicilio, abitazione o residenza.

Tale rientro è consentito solo nel caso in cui lo spostamento all'esterno sia connesso ai motivi sopra elencati. Ad esempio, rientra negli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, il tragitto (anche pendolare) effettuato dal lavoratore dal proprio luogo di residenza, dimora e abitazione al luogo di lavoro. Rientrano nelle esigenze di assoluta urgenza, anche i casi in cui l'interessato si rechi presso grandi infrastrutture del sistema dei trasporti (aeroporti, porti e stazione ferroviari) per trasferire propri congiunti alla propria abitazione.

Il mancato rispetto delle misure di contenimento, a partire dal 25 marzo 2020, è  punito anziché con la sanzione penale per violazione dell’art 650 codice Penale (arresto fino a tre mesi e ammenda da 206 euro), con la sanzione amministrativa da 400 a 3000 euro.

Per l'allontanamento da casa dove si è in quarantena, è prevista la reclusione da 1 a 5 anni ex art 452 Codice Penale.

Per le violazioni agli obblighi di chiusura delle attività, oltre alla sanzione di cui sopra, è prevista la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni previa possibile chiusura immediata di giorni 5, da scomputare dalla sanzione accessoria.

In caso di recidiva, raddoppio della sanzione amministrativa principale e massimo della sanzione amministrativa accessoria.

Arresto da 3 mesi a 18 mesi e ammenda da euro 500 ad euro 5.000, per violazioni da parte di chi non osservi l’ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva.

 

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