ASTI-CUNEO, IL TERRITORIO SOLLECITA: NON PERDIAMO ALTRO TEMPO

 

In seguito alle notizie relative all'iter presso il CIPE del progetto del lotto 2.6 dell'autostrada Asti-Cuneo, ennesima fumata nera per la riattivazione dei cantieri, è necessaria una urgente riflessione da parte di tutta la politica.

Le rassicurazioni fornite dal premier Conte e dal ministro dei Trasporti Toninelli al territorio nell'incontro a Cuneo del 18 marzo scorso circa una possibile, imminente ripartenza dei lavori per realizzare i 9 km di arteria mancante, paiono disattese da un parere interlocutorio e potenzialmente negativo dell'Unione Europea.
La soluzione proposta dal Ministero e avallata dall'attuale esecutivo, secondo l'Europa lederebbe le regole della concorrenza in quanto tendenzialmente troppo favorevole all'attuale concessionario.

Il presidente dell'Associazione Commercianti Albesi Giuliano Viglione si è così espresso relativamente alla nuova e incredibile impasse: «Indipendentemente dal colore politico del ministro che aveva firmato il provvedimento di prolungamento delle concessioni autostradali avallato dall'Ue – e a meno di uno sblocco della vicenda nelle prossime ore che dia il via ai lavori – l'A.C.A. auspica che il territorio, trasversalmente, chieda al governo di recuperare la soluzione precedentemente approntata, per non indugiare oltre nell'ultimazione dell'opera.
L'Asti-Cuneo è una battaglia di tutti: cittadini, imprese, amministratori, rappresentanti delle varie forze politiche.
Non possiamo accettare che l'opera resti incompiuta a causa di contese politiche, strumentalizzazioni elettorali e veti incrociati».

ULTIMI SVILUPPI
Mentre scriviamo si alternano, con ovvii toni da campagna elettorale, versioni contrastanti sulla vicenda, a seconda che le note informative provengano dal Ministero delle Infrastrutture piuttosto che dal territorio.

Da un lato, il Ministero guidato da Danilo Toninelli informa dell’imminenza dello sblocco dei cantieri, in quanto l’ipotesi delineata dal governo non sarebbe affatto in contrasto con le linee indicate dall’Europa e la società costruttrice del gruppo Gavio starebbe preparando i passaggi operativi che portano alla riaccensione delle ruspe.
Dall’altro, la politica cuneese sembra maggioritariamente scettica sull’attendibilità di tali informazioni, etichettandole come “boutade” elettoralistica dei gialloverdi M5S-Lega.

  

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