Grande successo per il convegno A.C.A. con don Luigi Ciotti e Gian Carlo Caselli

Importante riscontro per l’appuntamento con la legalità organizzato martedì 20 novembre scorso dall’Associazione Commercianti Albesi, che ha visto protagonisti due paladini della lotta alla criminalità nel nostro Paese: don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione “Libera contro le mafie” e l’ex magistrato Gian Carlo Caselli, già procuratore nazionale antimafia.

Alla presenza del presidente Giuliano Viglione e della direzione A.C.A., delle autorità cittadine e del vescovo Monsignor Marco Brunetti, la sala convegni “Alba” non è bastata a contenere il numerosissimo pubblico accorso e la serata è stata seguita in collegamento video anche dalla vicina sala “Unesco”.

L’appuntamento dal titolo “Legalità. Una risorsa per tutti”, si è svolto all’interno della giornata della legalità indetta a livello nazionale, come ogni anno, da Confcommercio-Imprese per l’Italia e condivisa ad Alba con il Gruppo Terziario Donna.

Parole a volte forti, quelle degli ospiti, che hanno risposto alle domande dell’ex direttore di Rai Piemonte Gian Mario Ricciardi e del pubblico in sala, evidenziando come dal successo della legalità possano derivare un recupero di ricchezza e un passo avanti verso la soluzione della crisi economica, ancora lungi dall'essere superata.

Caselli ha presentato i numeri preoccupanti dell’evasione fiscale, oltre 120 miliardi di euro all’anno di cui il 30% esportato all’estero, della corruzione che vale 60 miliardi, e della mafia il cui giro d’affari è stimato probabilmente al ribasso in oltre 150 miliardi di euro all’anno, di cui 22 miliardi solo dalle agromafie. «La Mafia ha assunto nuove e più subdole forme di intimidazione – ha dichiarato Caselli. La tendenza è quella di inserirsi dove ci sono buoni guadagni ma pochi rischi e bassa esposizione, penetrando ovunque in maniera silente, dal campo, al trasporto, alla tavola, alla ristorazione. Il commercio può dare ai traffici della mafia una parvenza di legalità e rispettabilità. Non è più il tempo, infatti, di pizzo, coppola e lupara. Oggi la mafia compra o diventa socia di esercizi commerciali. Ma non è una battaglia persa: è importante sapere come funzionano le cose per affrontarle e lavorare insieme».

Nel suo intervento don Ciotti ha posto l’accento sull’importanza del recupero dell’etica «come base di ogni professione» e citando Papa Francesco ha invitato ognuno «a fare la sua parte nella lotta a favore della giustizia e dell’educazione al rispetto della stessa, che è il primo e più prezioso bene per il futuro. I segnali positivi ci sono, come il ritorno alla società dei beni e dei territori confiscati alla mafia. Ma servono chiari e fermi gesti da parte dello Stato, non mezze leggi come quelle sul gioco d’azzardo».

«Un pubblico numeroso ed eterogeneo ci ha gratificati – ha dichiarato a commento della serata il presidente A.C.A. Viglione -. Siamo lusingati di aver potuto ospitare don Ciotti e il dott. Caselli, che hanno approfondito il concetto della legalità anche nei termini della prevenzione necessaria ad impedirne l'attecchimento in realtà ricche e sane come la nostra, non esenti però da rischi. Li ringraziamo per la disponibilità e per aver creato interessanti spunti di riflessione, come dimostrato dalle tante domande poste dai presenti».

(Nella foto di gruppo i vertici A.C.A. con gli ospiti: da sinistra: Silvia Anselmo, vice direttore vicario; don Luigi Ciotti; Giuliano Viglione, presidente; Gian Carlo Caselli; Fabrizio Pace, direttore; Gian Mario Ricciardi, moderatore).

 

DON CIOTTI CASELLI 2

 

DON CIOTTI CASELLI 3

 

 

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