Tassa di soggiorno: quale evoluzione?

Sull'ipotesi di un "ritocco" il Consorzio Turistico interviene: prima pagare tutti, poi rimodulare.

Avendo appreso da notizie di stampa l'intenzione del Comune di Alba di ritoccare al rialzo la tassa o imposta di soggiorno, il Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero ha diramato nei giorni scorsi le seguenti considerazioni.
«Considerando la crescita turistica degli ultimi anni nel nostro territorio – dichiara Elisabetta Grasso, direttore del Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero – è lecito interrogarsi su come possa cambiare l'istituto della tassa di soggiorno, introdotta cinque anni fa dopo un importante lavoro di concertazione che ha portato i Comuni a versare la metà del gettito in un fondo gestito dall'ATL e utilizzato in investimenti di promozione turistica.
Nel tempo, non solo sono aumentati i flussi, generando economia e quindi anche entrate per le casse dei comuni, peraltro chiamati a fornire relativi, ulteriori servizi. Anche l'offerta si è diversificata. Mentre le strutture ricettive “tradizionali” hanno sempre ottemperato all'obbligo di versamento della tassa che ogni turista è tenuto a versare per ciascuna notte trascorsa, sfuggono a questa contabilità altri operatori».
Il riferimento è a quanti lavorano con Airbnb, Homeway e tutti i vari intermediari per l'affitto di appartamenti per periodi inferiori ai 30 giorni.

«Forse – prosegue il direttore – se tutti pagassero regolarmente, il gettito per i comuni incrementerebbe, non sarebbero necessari aumenti della tassa e vi sarebbe la possibilità di maggiori investimenti nella promozione turistica, negli eventi e nella cura della bellezza del territorio. In questo senso è fondamentale il provvedimento regionale in fase di approvazione che prevede, finalmente, per le locazioni turistiche private, l’obbligo di comunicare la propria attività al Comune, al fine di poter censire le sempre più numerose realtà di accoglienza privata del territorio e poter controllare la corretta applicazione delle regole, per tutti».
Nelle consultazioni che verranno indette dalle amministrazioni comunali, andranno valutate le ragioni per le quali si rende opportuno un eventuale adeguamento.

In ogni caso, dall'esperienza maturata in questi anni si ritiene necessario l'innalzamento dell'età dei minori esenti da 10 a 17 anni (l'iniziativa avrebbe un effetto promozionale molto positivo nei confronti del turismo familiare che, soprattutto in estate, sceglie le nostre destinazioni per le proprie vacanze con permanenze settimanali: l'imposta, per nuclei con due o tre figli, risulta attualmente eccessivamente onerosa) e la limitazione della corresponsione dell'imposta alle prime tre notti, per favorire il prolungamento dei soggiorni sul territorio.

 

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