FATTURA ELETTRONICA: SINTESI DELLE RISPOSTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate, in risposta a specifiche domande poste in occasione di incontri con la stampa e le categorie professionali, ha espresso alcune interpretazioni di cui si riporta una sintesi.

 A. Fatture attive datate 2018 e inviate al cliente nel 2019

Le fatture attive datate 2018 e inviate al cliente tramite posta ordinaria o Pec nei primi giorni del 2019 possono essere emesse in formato analogico. L’invio delle stesse in formato elettronico, con qualche giorno di ritardo (c.d. “lieve ritardo”), non da luogo a sanzioni.

B. Fatture immediate – Data effettuazione dell’operazione e di emissione della fattura
Le regole di emissione non sono cambiate: la data della fattura è la data di effettuazione dell’operazione. Pertanto, nel campo “Data” occorre indicare la “data di effettuazione dell’operazione” e non quella di “emissione/trasmissione della fattura allo SdI”.

C. Fatture differite – Data di effettuazione dell’operazione e di emissione della fattura
La “data della fattura”, anche dopo il 30 giugno 2019, è sempre la “data di emissione” della fattura elettronica (cioè di inoltro allo SdI). All’interno della fattura vanno riportati i dati dei Ddt, che identificano il momento di effettuazione dell’operazione.

D. Fatture reverse charge ex art. 17, co. 6, DPR 633/72 – “Tipo Documento”
Le integrazioni di fatture nazionali soggette al regime di reverse charge possono essere inviate tramite lo SdI. In questo caso, il codice da utilizzare è TD01.

E. Esportatori abituali – Indicazione degli estremi della Dichiarazione d’intento
Chi emette fatture senza IVA ad esportatori abituali deve indicare nella fattura gli estremi relativi alla Dichiarazione d’intento, rilevabili dalla ricevuta telematica dell’Agenzia delle Entrate.

F. Autofatture per omaggi, autoconsumo o per finalità estranee all’attività d’impresa
Nei casi in cui si debba emettere un’autofattura per omaggi, autoconsumo interno o per finalità estranee all’attività d’impresa deve essere utilizzato il “Tipo Documento” TD01, vale a dire il codice identificativo per le fatture ordinarie. Non si deve utilizzare il codice TD20, relativo, invece, ai casi di regolarizzazione fattura non ricevuta di cui all’art. 6, co. 8, DLgs 471/97 (c.d. autofattura denuncia).

G. Nota di credito IVA a seguito di chiusura della procedura di fallimento
La nota di credito che prima della fatturazione elettronica veniva emessa con imponibile pari a zero comporta lo scarto dello SdI. Pertanto si deve emettere una fattura solo con IVA utilizzando il tipo documento “Fattura semplificata”.

H. CAP – Possibilità di utilizzo del codice convenzionale “00000”
Nel caso di fatture emesse a soggetti non residenti in Italia, nella casella del CAP si consiglia l’inserimento del codice convenzionale “00000”. Infatti, un CAP estero potrebbe comportare lo scarto della fattura.

I. Soggetti che inviano i dati con il Sistema tessera sanitaria (es. medici, farmacisti)
Per nessuna operazione effettuata da soggetti tenuti all’invio dei dati tramite il Sistema tessera sanitaria è consentito emettere fattura elettronica, anche se un soggetto nega l’autorizzazione alla trasmissione dei suoi dati al Sistema TS.

L. Associazioni in regime 398 – Nessun obbligo di invio della fattura elettronica
Il DL 119/2018, art. 10, co. 1, prevede, l’esonero dalla fatturazione elettronica per “i soggetti passivi che hanno esercitato l'opzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000.

M. Ristoratori – Possibile invio in un unico file zip
I ristoratori che emettono molte fatture in un giorno hanno la possibilità di inviarle tutte in un unico file zip alla fine della giornata, ferma restando la compilazione di un file fattura distinto per ogni cliente. Nel caso di più fatture emesse verso lo stesso cliente è possibile l’invio in lotti.

N. Clienti senza partita IVA (Famiglie, enti non profit, condomìni: fatture ricevute)
Tali soggetti potranno consultare e scaricare le fatture ad essi inviate tramite SdI in un’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate e non potranno delegare un soggetto terzo. Si dovrà dare adesione al servizio a partire da aprile e lo stesso sarà disponibile dal 3 luglio. Per il consumatore che volesse consultare fin da subito la fattura elettronica è necessario comunicare la propria Pec e dotarsi di software per la lettura del file.

O. Deduzione/detrazione spese per carburanti - Possibile fattura differita riepilogativa
È possibile, richiedere una “fattura riepilogativa” al distributore, dei rifornimenti effettuati nel mese, sulla base delle regole di cui all’art. 21, co. 4, DPR 633/72. Si ricorda che ai fini della deduzione/detrazione delle spese per carburanti è necessaria la fattura elettronica.

P. Regime forfettario – Nessun obbligo di conservazione della fattura elettronica
Il soggetto forfettario che non comunica il proprio indirizzo Pec e che si vede recapitata la fattura elettronica di un fornitore che ha prelevato tale indirizzo dal registro pubblico Ini Pec non è obbligato alla conservazione di tale fattura.

Q. Domicilio fiscale indicato nel codice QR
Il codice QR coincide con la residenza anagrafica del contribuente e non con il luogo di esercizio dell’attività. L’Agenzia delle Entrate non può contestare l’inerenza del costo per il fatto che in fattura vi sia l’indirizzo di residenza e non quello di svolgimento dell’attività.

R. Associazioni sportive dilettantistiche – Modalità di recupero della fattura elettronica
Le Associazioni Sportive Dilettantistiche che hanno conseguito nel periodo d’imposta precedente proventi di attività commerciali per importo superiore ad € 65.000 possono riscontrare le fatture elettroniche ricevute nella propria area riservata, e non nel portale “Fatture e corrispettivi”, a partire dalla seconda metà di febbraio.

S. Fatture a clienti esteri
La trasmissione della fattura elettronica con codice destinatario “XXXXXXX” consente di evitare la comunicazione “esterometro” ma non i modelli INTRA, per i quali gli obblighi previsti sono invariati.

T. Fatture cointestate
La fattura elettronica può riportare un solo codice fiscale/nominativo di cliente. In un campo a descrizione libera può essere inserito codice fiscale/generalità del cointestatario, ad esempio l’altro genitore per le fatture dei figli.

U. Copia cartacea
È consigliabile riportare una dicitura del tipo “copia analogica della fattura elettronica inviata al SdI” sulla copia cartacea o PDF consegnata o inviata al cliente privato non soggetto passivo IVA.

 

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