LEGGE DI BILANCIO 2018: sostegno al reddito dei lavoratori

1) Proroga CIGS e mobilità in deroga aree di crisi complessa (commi 139-145)

La legge di Bilancio estende la possibilità di prorogare per 12 mesi il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria o alla mobilità in deroga in favore delle imprese che nel periodo intercorrente tra l’8 ottobre 2016 e il 30 novembre 2017 abbiano ottenuto il riconoscimento di area di crisi complessa. I datori di lavoro devono aver già beneficiato a qualunque titolo di precedenti trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, conclusi nell'arco temporale 2016/2017, e trovarsi dunque, per il 2018, nell’impossibilità di ricorrere ulteriormente a questo ammortizzatore sociale.
Si dispone anche la concessione della mobilità in deroga nel limite massimo di 12 mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2018, per i lavoratori che cessino la mobilità (ordinaria o in deroga) nel semestre 1° gennaio 2018-30 giugno 2018, a condizione che a tali lavoratori siano contestualmente applicate misure di politica attiva, prevedendo altresì che il lavoratore decada dal beneficio qualora trovi nuova occupazione a qualsiasi titolo.

2) Ricollocazione dei lavoratori di imprese in crisi (commi 136-137)

Assegnate all’ANPAL risorse pari a 5 milioni nel 2018 e altri 15 milioni l’anno nel biennio 2019-2020 per potenziare lo strumento dell’assegno di ricollocazione. Si prevede la possibilità di anticipare le misure di politica attiva per il lavoro al periodo coperto dall’intervento di CIGS. Una volta sottoscritto l’accordo, i lavoratori interessati possono chiedere all’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), entro il termine perentorio di 30 giorni successivi alla sottoscrizione dell’accordo (termine che appare, salvo indicazioni amministrative diverse, perentorio), l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione, nei limiti ed alle condizioni correlati ai programmi di riorganizzazione o di crisi.
Il lavoratore, posto in carico al servizio all’ANPAL che accetta l’offerta di un contratto di lavoro con altro datore, che non presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore in essere, beneficia:
- dell’esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro, entro il limite massimo di 9 mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto;
- di un contributo mensile pari al cinquanta per cento del trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe stato altrimenti corrisposto. 
Al datore di lavoro che assume il percettore dell’assegno di ricollocazione per CIGS è riconosciuto l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali, nel limite massimo di importo pari a 4.030 euro su base annua per una durata di:
a) 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato;
b) 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato. Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il predetto contratto venga trasformato in contratto a tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori sei mesi.

3) Aumento del contributo di licenziamento (comma 137)

La legge di Bilancio prevede che il contributo di licenziamento, a decorrere dal 1° gennaio 2018, per ciascun licenziamento effettuato nell’ambito di una procedura collettiva da parte di un datore di lavoro tenuto alla contribuzione per il finanziamento dell’integrazione salariale straordinaria aumenti all’82%, ovvero al doppio dell’importo attualmente previsto.

4) Prosecuzione di CIGS (comma 133)

Ammessa la proroga dell’intervento straordinario di integrazione salariale per le causali di riorganizzazione aziendale o crisi aziendale per gli anni 2018 e 2019, fino al limite massimo di impiego dei fondi stanziati, pari a 100 milioni di euro per ciascuno dei due anni. Le aziende beneficiarie devono avere organico superiore a 100 unità, rilevanza economica strategica a livello regionale e presentare rilevanti problematiche occupazionali con esuberi significativi.
La proroga della CIGS può essere concessa, a seguito di un accordo stipulato in sede governativa, sino al limite massimo di 12 mesi a condizione che il programma di riorganizzazione aziendale sia caratterizzato alternativamente:
• da investimenti complessi non attuabili nel limite temporale di durata di 24 mesi;
• da piani di recupero occupazionale per la ricollocazione delle risorse umane e azioni di riqualificazione non attuabili nel medesimo limite temporale.
La deroga può essere riconosciuta anche in caso di CIGS per crisi aziendale con una proroga dell’intervento di integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di 6 mesi qualora il piano di risanamento presenti interventi correttivi complessi volti a garantire la continuazione dell’attività aziendale e la salvaguardia occupazionale, non attuabili nel limite temporale di durata di 12 mesi ordinariamente previsto dal Jobs Act.

5) Tutela del caregiver familiare (commi 254-255)

Istituito il fondo per il sostegno per chi assiste il coniuge, i figli o i parenti sino al terzo grado non autosufficienti.

6) Maternità per ricercatrici universitarie a termine (comma 635)

I contratti di ricerca a tempo determinato stipulati dalle Università sono sospesi nel periodo di astensione obbligatoria per maternità e il termine di scadenza è prorogato per un periodo pari a quello di astensione obbligatoria. Si prevede inoltre la corresponsione alle lavoratrici in astensione obbligatoria di un’indennità di maternità, da parte dell’INPS, integrata dall’Università fino a concorrenza dell’intero importo dell’assegno di ricerca.

 

 

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