SPECIALE FINANZIARIA 2018 - le novità del collegato dopo la conversione in legge

Come ogni anno, si è conclusa nei giorni scorsi l’approvazione della c.d. “Manovra di Bilancio”, composta dal c.d. “Decreto collegato”, approvato con la Legge n. 172/2017 di conversione del DL n. 148/2017, e dalla “Legge di Bilancio” n. 205 del 27.12.2017.

PRINCIPALI ARGOMENTI DI CARATTERE FISCALE

ROTTAMAZIONE CARTELLE BIS 2018
La norma ha esteso la definizione agevolata dai carichi 2017 ai debiti affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, per i quali in precedenza, pur essendo in condizione di avvalersene, non era stata presentata l’istanza di adesione. Vi rientrano anche, per i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, i debitori che non erano stati ammessi alla precedente definizione agevolata per il mancato tempestivo pagamento di tutte le rate scadute al 31 dicembre 2016.
I contribuenti che non hanno partecipato alla precedente rottamazione, possono presentare l’apposita domanda entro il 15 maggio 2018 - sia per le cartelle di pagamento notificate dal 1° gennaio 2017 al 30 settembre 2017, sia per quelle pregresse notificate dal 2000 al 31 dicembre 2016 -, versando poi l’importo condonato in massimo 5 rate nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019.
Chi invece aveva aderito alla prima rottamazione e ne è decaduto, perché non in regola con i pagamenti delle rate, poteva rientrare nel beneficio solo se entro il 7 dicembre 2017 pagava in un’unica soluzione le rate omesse.

Chi non era in regola con il pagamento delle rate con scadenza 31 dicembre 2016, poteva rientrare nel beneficio solo presentando la domanda per via telematica, entro il 31 dicembre 2017, e quindi pagare:

entro il 31 marzo 2018, l’importo delle rate scadute e non pagate;
entro il 31 luglio 2018, l’ammontare complessivo delle somme condonate insieme agli interessi.

 

“SPESOMETRO 2018”, CON SCADENZA SEMESTRALE E SENZA SANZIONI PER IL PRIMO SEMESTRE 2017
In sede di conversione del decreto è stata disposta la non applicazione delle sanzioni (da € 250 a € 2.000 / € 2 per ciascuna fattura, entro il limite massimo di € 1.000 per ciascun trimestre) per l’errata trasmissione dei dati delle fatture emesse / ricevute per il primo semestre 2017, purché le comunicazioni siano effettuate correttamente entro il 28.2.2018.
È stata prevista altresì la possibilità di trasmettere i dati 2018 con cadenza semestrale comunicando:
• la partita IVA dei soggetti coinvolti nell’operazione / codice fiscale per i soggetti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti e professioni;
• data e numero della fattura;
• base imponibile;
• aliquota applicata, imposta e tipologia dell’operazione nel caso in cui l’imposta non sia indicata in fattura.
È infine disposto:
• l’esonero per le Pubbliche amministrazioni dalla comunicazione dei dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali;
• l’esonero dalla comunicazione in capo ai produttori agricoli situati nelle zone montane con un volume d’affari non superiore a € 7.000, costituito per almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli.

 

REGOLARIZZAZIONE ATTIVITÀ O SOMME DETENUTE ALL’ESTERO
È introdotta la possibilità di regolarizzare le attività svolte e le somme detenute su conti correnti e libretti di risparmio all’estero al 6.12.2017 (data di entrata in vigore della legge di conversione) derivanti da redditi di lavoro dipendente / autonomo prodotti all’estero.
La medesima possibilità è applicabile anche alle somme e alle attività derivanti dalla vendita di immobili detenuti nello Stato estero di prestazione dell’attività lavorativa.
La procedura in esame può essere utilizzata dai contribuenti:
- fiscalmente residenti in Italia ovvero dai relativi eredi, in precedenza residenti all’estero, iscritti all’AIRE o che hanno prestato l’attività lavorativa in via continuativa all’estero;
- che non hanno adempiuto correttamente agli obblighi di monitoraggio fiscale (compilazione quadro RW).
Ai fini della regolarizzazione è richiesto:
- il versamento, entro il 30.9.2018, in unica soluzione e senza possibilità di compensazione, del 3% del valore delle attività e della giacenza al 31.12.2016 a titolo di imposte, interessi e sanzioni. Il versamento può essere effettuato in 3 rate mensili di pari importo (la prima rata va versata entro il 30.9.2018);
- la presentazione dell’istanza di regolarizzazione entro il 31.7.2018.
La regolarizzazione si perfeziona con il versamento in unica soluzione ovvero dell’ultima rata.

 

REGISTRI IVA ELETTRONICI
Ricordiamo che la tenuta di qualsiasi registro contabile con sistemi meccanografici è considerata regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei dei dati relativi all’esercizio per il quale i termine di presentazione delle relative dichiarazioni annuali non siano scaduti da oltre tre mesi, qualora anche in sede di controlli ed ispezioni gli stessi risultino aggiornati su supporti magnetici e vengano stampati contestualmente alla richiesta avanzata dagli organi competenti ed in loro presenza.
In sede di conversione, con l’aggiunta del comma 4-quater al citato art. 7, è disposto che, in deroga a quanto sopra, è considerata regolare la tenuta dei (soli) registri IVA di cui agli artt. 23 e 25, DPR n. 633/72 (fatture emesse / acquisti) in formato elettronico “in difetto di trascrizione su supporti cartacei nei termini di legge se in sede di accesso, ispezione o verifica gli stessi risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati a seguito della richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza”.

 

DETRAZIONE CANONI LOCAZIONE STUDENTI FUORI SEDE
Il bonus fiscale sugli affitti per gli studenti fuori sede consiste in una detrazione dall’Irpef del 19% del canone di locazione su contratti regolarmente stipulati. Con il Decreto in esame, è stata ampliata la platea dei soggetti che potranno beneficiare del bonus: è ridotta, infatti, a 50 chilometri la distanza minima tra l’università e la casa dello studente se abita in zone montane o disagiate. Inoltre scompare il vincolo delle diverse province: è possibile usufruire della detrazione anche quando residenza e ateneo si trovano nella stessa provincia purché distanti almeno 100 chilometri. Non sono mutati, invece, gli importi detraibili in fase di dichiarazione dei redditi. La percentuale che si può recuperare in fase di dichiarazione dei redditi resta, infatti, al 19% su un tetto di 2.633 euro all’anno.

 

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