MASSAGGI e c.d. Discipline bio-naturali

Nuovi chiarimenti dai ministeri dello sviluppo economico e della salute.

Segnaliamo che, con la risoluzione n. 271802 del 19 agosto 2016, il Ministero dello Sviluppo Economico ha diffuso il testo della sentenza n. 3378 del 26 luglio 2016 con la quale il Consiglio di Stato si è espresso sulla non riconducibilità dell’attività consistente nella pratica massaggi TUINA (massaggio orientale basato sulla medicina tradizionale cinese, ndr) all’attività di estetista di cui alla legge n. 1 del 1990. 

Il Ministero ribadisce quanto già espresso, ossia che l’attività di massaggiatore che esegue massaggi rivolti al benessere della persona, quando non rientra in quanto previsto dalla legge n. 1 del 1990 (dunque non è di tipo estetico) e quando non può essere considerata alla stregua di una attività sanitaria (pertanto priva di carattere terapeutico-riabilitativo), è da considerarsi libera e suscettibile di ricadere nell’ambito della legge n. 4 del 2013 (recante “Disposizioni in materia di professioni non organizzate).
Il Ministero ricorda che, con la nota n. 68457 del 14 maggio 2015, inviata anche al competente Ministero della Salute, ha sostenuto che “in mancanza di specifiche disposizioni legislative, le attività di massaggi non riconducibili alle tipologie di massaggi aventi finalità di carattere terapeutico o di miglioramento e protezione dell’aspetto estetico, ma riguardanti il più generico mantenimento di una naturale condizione di benessere, non dovessero essere sottoposte a specifiche restrizioni all’esercizio, quali ad esempio il titolo abilitante alla professione di estetista, fatto salvo, in ogni caso, il rispetto delle generali norme igienico-sanitarie applicabili, nonché ogni eventuale profilo demandato alle disposizioni regionali o comunali (ad esempio relativamente all’idoneità dei locali)”.

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