Asti-Cuneo: tempi certi e brevi

Se l'Ue proroga le concessioni non ci sono più scuse.

«Certezza sui tempi, ma anche brevità dei tempi». È questa la sintesi del pensiero che il presidente dell'Associazione Commercianti Albesi Giuliano Viglione esprime in merito agli ultimi sviluppi inerenti la vicenda Asti-Cuneo.

Notizie di stampa riferiscono di un'apertura da parte dell'Unione Europea sulla proroga delle concessioni autostradali, nel contesto di una trattativa fitta e delicata con il Ministero delle Infrastrutture. Il fine, come già annunciato dal ministro Graziano Delrio, è quello di consentire ai concessionari di racimolare risorse dal prolungamento delle concessioni su tratte “redditizie”, per poter finanziare l'ultimazione di opere che attendono da tempo. Il caso che interessa al nostro territorio è quello dell'Asti-Cuneo, per il cui completamento il Ministero ha scelto la soluzione alternativa del tracciato fuori terra per il lotto 2.6 (Roddi-Cherasco), abbattendo così i costi da circa 800 a 360 milioni di euro. Le risorse necessarie potrebbero essere reperite dal costruttore, il gruppo Gavio, grazie all'estensione che sembra ormai probabile della concessione sull'autostrada Torino-Milano dal 2026 – quando andrà in scadenza – al 2030.

«È ovvio – commenta il presidente A.C.A. Viglione – che il territorio esige una soluzione ben prima del 2030. Il governo italiano dovrà essere estremamente chiaro sui tempi: il costruttore non dovrà certo attendere la conclusione della nuova concessione, ma procedere subito con l'avvio dei cantieri. Se anche la concessione per la Torino-Piacenza, sempre gestita dal gruppo Gavio, dovesse essere prorogata al 2030, il costruttore non avrebbe più scuse poiché potrà disporre di tutte le risorse necessarie a completare l'opera.
Mentre attendiamo notizie certe e definitive dai canali ufficiali, ribadiamo come l'Associazione Commercianti Albesi, nell'ambito del Tavolo delle Autonomie, abbia favorito la creazione di un Comitato di monitoraggio permanente pronto ad azioni decise qualora gli impegni venissero nuovamente disattesi».

 

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