Aziende alluvionate nel 1994, assurda la restituzione degli sgravi

A.C.A. chiede ai parlamentari Monchiero e Rabino un intervento presso la Commissione Bilancio del Senato.

Oltre al paradosso di non aver mai ottenuto rimborsi Inps e Inail per i danni alluvionali del 1994 o, se ottenuti, di vedersene ora chiedere la restituzione, per le imprese colpite dalla calamità si profila ora una beffa intollerabile: la fine della legislatura.

Come già denunciato nelle scorse settimane anche da questa Associazione, sentenze e disposizioni incrociate dei vari livelli politici e istituzionali determinano in ultimo tale richiesta, basata sulla sentenza della Corte di cassazione del 13 dicembre 2016 n. 25558.

Dopo quei tragici fatti, a molte imprese era stato “abbuonato” il versamento di gran parte dei contributi Inps e Inail, in ragione dei danni subiti. Secondo questo principio, negli anni successivi all'evento le aziende si erano viste restituire quanto già versato in eccesso.
Altre aziende, in un marasma procedurale che ha dell'assurdo, non hanno invece ancora ottenuto alcunché: moltissime, infatti, le casistiche contemplate, con contestazioni, a volte ricorsi individuali, il tutto nel contesto di un clima di sfiducia generale nei confronti di uno Stato che prima concede e poi fa dietrofront.

Poiché tutte le indicazioni politiche nonché mediatiche danno per probabili le elezioni politiche in autunno, la legislatura avrà durata limitata nel tempo. Esistono pertanto minimi margini perché si possa ancora incidere sulla materia. L'auspicio unanime degli imprenditori è che, in questa fase, possa essere portato all'attenzione della Commissione Bilancio del Senato un emendamento ad hoc da inserire nella cosiddetta “manovrina finanziaria” (DL 24.04.2017 n.50 già approvata dalla Camera, e prossima ad essere esaminata al Senato), che contempli la soluzione alla paradossale problematica dei rimborsi per le aziende alluvionate piemontesi.

A tal fine, l'Associazione Commercianti Albesi ha incontrato gli onorevoli Giovanni Monchiero e Mariano Rabino, chiedendo loro di farsi promotori presso la suddetta V Commissione Permanente del Senato della Repubblica (Programmazione economica e bilancio) delle istanze delle imprese piemontesi alluvionate e della necessità di emendare in tal senso la “manovrina” in esame.

L'A.C.A., rappresentante delle categorie del terziario ed in particolare di numerose Pmi di Langhe e Roero che furono duramente messe alla prova dai tragici fatti del 1994, torna quindi a sollecitare le istituzioni ad individuare una soluzione finalmente idonea ad assicurare adeguati risarcimenti alle imprese danneggiate, nonché a fare chiarezza sulle disposizioni di legge tenendo conto, peraltro, delle scelte operate dall'Unione Europea in materia di agevolazioni fiscali e contributive legate agli eventi calamitosi.

Nelle scorse settimane, l'Associazione Commercianti Albesi aveva già ospitato l'incontro del “Comitato Imprenditori Piemontesi Alluvionati del '94”, di cui è referente l'avvocato Luca Matteja, che da anni segue la vicenda. Sono circa 8.000 le aziende alluvionate piemontesi per una cifra complessiva di svariati milioni di euro di rimborsi Inps e Inail, dei quali molti mai versati alle attività aventi diritto o fatti oggetto di sentenze di restituzione.

Questo iter lungo e farraginoso ha creato enormi difficoltà agli imprenditori, generando inoltre indignazione per la disparità di trattamento rispetto ad altre zone d'Italia colpite da analoghi eventi naturali, dove i rimborsi sono stati assegnati e mai rimessi in discussione.

 

rimborsi alluvione 94

 

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