TRASFERTE E TRASFERTISTI

La trasferta (o missione) è lo spostamento temporaneo del lavoratore verso una località diversa rispetto a quella in cui esegue normalmente la propria prestazione (Cass. n. 14470/2001).

Nell’ambito del proprio potere direttivo il datore di lavoro determina unilateralmente il luogo nel quale deve essere eseguita la prestazione lavorativa da parte del lavoratore a seguito del sopravvenire di esigenze aziendali transitorie che rendono necessario l’invio del lavoratore nelle località in cui dette esigenze sono sorte.
La trasferta differisce dal trasferimento per il carattere della temporaneità.
Il trasferimento è considerato infatti il mutamento definitivo del luogo in cui viene eseguita la prestazione lavorativa. A differenza della trasferta, il datore di lavoro può trasferire il lavoratore esclusivamente a seguito di comprovate esigenze tecniche, organizzative o produttive.
Generalmente, i vari contratti collettivi esaminano nello specifico il trattamento economico della giornata o dei periodi oggetto di trasferta.
Fiscalmente (art. 51 c 5 DPR 917/86), le indennità percepite per le trasferte o le missioni fuori del territorio comunale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente Euro 46,48 al giorno, elevate ad Euro 77,47 per le trasferte all’estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto. In caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente il limite è ridotto di un terzo. Il limite è ridotto di due terzi in caso di rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto. In caso di rimborso analitico delle spese per trasferte o missioni fuori del territorio comunale non concorrono a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio ed al trasporto, nonché i rimborsi di altre spese, anche non documentabili, eventualmente sostenute dal dipendente, sempre in occasione di dette trasferte o missioni, fino all’importo massimo giornaliero di Euro 15,49 elevati ad Euro 25,82 per le trasferte all’estero. Si precisa che le indennità o i rimborsi di spesa per le trasferte nell’ambito del territorio comunale, tranne i rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore, concorrono a formare il reddito del lavoratore dipendente e pertanto rientrano nell’imponibile sia contributivo sia fiscale.
Il lavoratore che esegue la sua prestazione attraverso continui e successivi spostamenti in differenti sedi di lavoro è considerato TRASFERTISTA (Cass. 3749/88). Le indennità e le maggiorazioni di retribuzione spettanti ai lavoratori TRASFERTISTI, anche se corrisposti con carattere di continuità, concorrono a formare il reddito nella misura del 50% del loro ammontare e per tale importo rientrano sia nell’imponibile fiscale, sia in quello contributivo.

 

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