Fondo d’integrazione salariale

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 74/2016, del Decreto del Ministero del Lavoro, il Fondo d’integrazione salariale (Fis) entra a regime la riforma degli ammortizzatori sociali prevista dal Decreto legislativo n. 148/2015. 

La riforma prevede che, anche i datori di lavoro con più di 5 e fino a 15 dipendenti, versino una contribuzione a tale titolo per garantire, a partire dal 1° luglio 2016, un intervento di tutela per il sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti di aziende che non rientrano nell’istituto della Cassa integrazione guadagni (Cig).Per i datori di lavoro con più di 15 dipendenti, e che non rientrano nell’istituto della Cig, l’intervento di tutela per il sostegno al reddito è già operativo a decorrere dal 1° gennaio 2016, anche se in questo caso si attendono ancora le disposizioni dell’Inps per poter erogare le prestazioni ai lavoratori. Dal 1° gennaio 2016 è dovuto, per i datori di lavoro con più di 5 e fino a 15 dipendenti, un contributo ordinario pari allo 0,45%, mentre i datori di lavoro che occupano più di 15 dipendenti, devono versare un contributo ordinario del 0,65%.

Il Fis garantirà due prestazioni: l’assegno di solidarietà e l’assegno ordinario pari all’80% della retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore per le ore non lavorate, ridotto di un importo pari al 5,84% . L’assegno di solidarietà sarà erogato a seguito di un accordo sindacale, nel quale sarà stabilita una riduzione dell’orario di lavoro al fine di evitare licenziamenti collettivi, plurimi o individuali, per giustificato motivo oggettivo. L’assegno ordinario sarà erogato quale ulteriore prestazione per eventi di sospensione o riduzione attività lavorativa, in favore dei lavoratori dipendenti, previa procedura sindacale.

 



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