VOUCHER - Le novità del lavoro accessorio

Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso dell’anno civile.

Fermo restando il limite complessivo di 7.000 euro netti, nei confrontI dei committenti imprenditori o professionisti, le attività lavorative possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.020 euro netti. Prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese in tutti i settori produttivi, nel limite complessivo di 3.000 euro netti, di compenso per anno civile, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito (es. Cassa Integrazione, indennità di mobilità, Naspi – ex disoccupazione ecc.), fermo restando il limite per ciascun singolo committente. Il compenso percepito a seguito di prestazioni di lavoro accessorio è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro. Le prestazioni di lavoro accessorio si applicano anche in agricoltura con alcune limitazioni specifiche, a titolo esemplificativo: attività di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di 25 anni di età ed iscritti ad un ciclo di studi. L’Inps con un messaggio del 15 aprile 2016, inviato le sedi territoriali, ha comunicato che “nell’ottica di un più puntuale controllo dei limiti previsti dal D.lgs 81/2015 per le prestazioni rese nell’ambito del lavoro accessorio, sono state introdotte nuove funzionalità che consentiranno di monitorare in maniera efficace l’effettivo rispetto del dettato legislativo contro ogni possibile elusione della norma finalizzata ad aggirare i limiti economici previsti dal legislatore.” Inoltre, con la circolare n. 68, del 28 aprile 2016, lo stesso Inps ha comunicato che non è più possibile utilizzare eventuali crediti fiscali o contributivi in compensazione al fine di acquistare voucher da utilizzare per retribuire le prestazioni di lavoro accessorio. Viene confermato che è vietato il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi fatte salve le specifiche ipotesi da individuare con decreto del Ministero del lavoro, non ancora emanato. E’ stata approvata dal Consiglio dei Ministri la modifica dell’art 49, comma 3 del D.lgs 81/2015, in base alla quale i committenti imprenditori e professionisti che ricorrono a prestazioni occasionali di tipo accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, a comunicare alla Direzione territoriale del lavoro competente, attraverso modalità telematiche, sms o posta elettronica in base alle specifiche che saranno chiarite dal Ministero, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore, indicando anche il luogo di lavoro e la durata della prestazione. Gli imprenditori agricoli sono tenuti alla comunicazione sopra indicata con riferimento ad un arco temporale non superiore a 7 giorni. La sanzione amministrativa per il mancato nuovo adempimento sarà compresa tra euro 400 ed euro 2.400. Per l’entrata in vigore di questa novità amministrativa si è in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Per ulteriori informazioni, tel. 0173/226611
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