IL CONTRATTO DI LAVORO A CHIAMATA

Il contratto di lavoro intermittente (o a chiamata) - disciplinato dall’art. 13 all’art. 17 del D.Lgs. 81/2015 - è il contratto con il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi.

In caso di mancata previsione da parte della contrattazione collettiva, i casi di utilizzo del contratto di lavoro intermittente sono individuati con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali.

Il contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere concluso con:
• giovani con meno di 24 anni di età (purché la prestazione sia svolta entro il venticinquesimo anno);
• persone con più di 55 anni di età.
Con l’eccezione dei settori del turismo, pubblici esercizi e dello spettacolo, il contratto di lavoro intermittente è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari (art. 13 comma 3 D.Lgs. 81/2015). In caso di superamento di detto limite il contratto si trasforma in rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno.

L’INDENNITÀ DI DISPONIBILITÀ
Il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato con o senza indennità di disponibilità.
Nel caso venga stipulato senza indennità di disponibilità, il lavoratore non è obbligato a rispondere alla chiamata e durante i periodi in cui non ne viene utilizzata la prestazione lavorativa non matura alcun trattamento economico e normativo.
Nel caso in cui venga stipulato con l’indennità di disponibilità (art. 16 D. Lgs. 81/2015) , il lavoratore garantisce al datore di lavoro la propria disponibilità a rispondere alle chiamate. A fronte di tale obbligo il datore di lavoro corrisponderà l’indennità mensile di disponibilità (comunque divisibile in quote orarie) stabilita dai CCNL o, in mancanza, dal Decreto del Ministero del lavoro.
In caso di malattia o di altro evento che gli renda temporaneamente impossibile rispondere alla chiamata, il lavoratore è tenuto ad informare tempestivamente il datore specificando la durata dell’impedimento. Durante detto periodo il lavoratore non matura il diritto all’indennità di disponibilità. Qualora il lavoratore non informi il datore di lavoro dell’impedimento sopravvenuto perde il diritto all’indennità di disponibilità per un periodo di 15 giorni, salvo diversa previsione del CCNL.
Il rifiuto ingiustificato di rispondere alla chiamata può costituire motivo di licenziamento e comportare la restituzione della quota di indennità di disponibilità riferita al periodo successivo al rifiuto.
L’indennità di disponibilità è esclusa dal computo di ogni istituto di Legge o di contratto collettivo ed è soggetta a contribuzione previdenziale per il suo effettivo ammontare.
 
INSTAURAZIONE E GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO A CHIAMATA
Per poter instaurare un rapporto di lavoro a chiamata il datore di lavoro è tenuto:
• ad effettuare la comunicazione telematica al Centro per l’Impiego competente per territorio entro il giorno precedente l’inizio del rapporto;
• far firmare al lavoratore il contratto di assunzione a chiamata prima dell’inizio della prestazione lavorativa;
• prima dell’inizio della singola prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni non superiore a trenta giorni, il datore di lavoro è tenuto a comunicarne la durata al Ministero del lavoro inviando il modello UNI_Intermit-tenti all’indirizzo di posta elettronica
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In caso di mancata comunicazione preventiva della chiamata tramite il modello UNI_Intermit-tente, la SANZIONE AMMINISTRATIVA è pari ad un importo compreso tra Euro 400,00 ed Euro 2.400,00 per ciascun lavoratore per il quale è stata omessa la comunicazione.
• La comunicazione preventiva di chiamata del lavoratore può essere modificata o annullata attraverso l'invio di una comunicazione prima dell’inizio della prestazione o se il lavoratore non si presenta, entro le 48 ore successive (Circ. M. L. 20/2012). Nel caso in cui la comunicazione già inviata non venga modificata o annullata, la prestazione lavorativa è da ritenersi effettuata ed il datore di lavoro è tenuto al pagamento della retribuzione e dei contributi.
 
RETRIBUZIONE
Il lavoratore intermittente, per i peridi lavorati ed a parità di mansioni svolte, deve ricevere il trattamento economico previsto dal CCNL applicato.
Il trattamento economico, normativo e previdenziale del lavoratore intermittente è riproporzionato in ragione dell’effettiva prestazione lavorativa eseguita, in particolare per quanto riguarda l’importo della retribuzione globale, nonché delle ferie e dei trattamenti per malattia, infortunio e congedo di maternità e parentale.
 
DIVIETI DI UTILIZZO DEL LAVORO A CHIAMATA
E’ vietato il ricorso al lavoro intermittente nei seguenti casi (art. 14 D.Lgs. 81/2015):
• sostituzione di lavoratori in sciopero;
• presso unità produttive nelle quali si è proceduto nei sei mesi precedenti a licenziamenti collettivi che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stessa mansioni a cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente;
• presso unità produttive nelle quali sono operanti sospensioni del lavoro o riduzione dell’orario in regime di cassa integrazione guadagni che interessano lavoratori adibiti alle mansioni a cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente;
• se il datore di lavoro non ha effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs.81/2008 e s.m.i.
 
COMPUTO DEL LAVORATORE INTERMITTENTE (art. 18 D.Lgs. 81/2015)
Ai fini dell’applicazione di qualsiasi disciplina di fonte legale o contrattuale, il lavoratore a chiamata è computato nell’organico aziendale in proporzione all’orario di lavoro effettivamente svolto nell’ambito di ciascun semestre.

contratto chimata

 Il modello UNI_Intermittenti deve essere inviato (prima di ogni prestazione lavorativa o ciclo di prestazioni) al seguente nuovo indirizzo di posta elettronica certificata:

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Il modello Uni_Intermittenti può essere scaricato dai seguenti siti:
 
http://www.cliclavoro.gov.it/Aziende/Adempimenti/Pagine/lavoro-Intermittente.aspx
 
Il modello UNI_Intermittenti deve essere:
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