I quesiti referendari

La consultazione referendaria si svolgerà tra il 15 aprile e il 15 giugno 2017.

Fatto salvo che il Parlamento riesca a legiferare in tempo, modificando gli articoli inseriti nel quesito referendario, in questo caso verrà evitato il voto popolare. In caso di elezioni anticipate il referendum è sospeso sino al prossimo anno.

 

VOUCHER 

In data 11 gennaio 2017 la Corte costituzione ha ritenuto legittimo il quesito referendario promosso dalla Cgil, il quale ha come obiettivo la cancellazione dei voucher.
Nel merito la soppressione integrale delle norme contenute nel Dlgs 81 del 2015 avrà l’effetto di eliminare del tutto la figura del lavoro accessorio.
In caso di vittoria dei «Sì» non resterebbero in vigore neppure i vecchi buoni lavoro della legge Biagi (Dlgs 276 del 2003), con un grave rischio di “vuoto normativo”, privando i datori di lavoro di una necessaria regolamentazione per quelle prestazioni che, per loro natura, non possono essere normate da altre figure giuridiche esistenti.
Già nel comunicato congiunto del 28 dicembre 2016 l’Istat, l’Inps e l’Inail, avevano precisato che i quasi 88 milioni di voucher riscossi nel 2015 corrispondono a circa 47.000 lavoratori annui e rappresentano solo lo 0,23% del costo del lavoro presente in Italia.

 

APPALTI

In data 11 gennaio 2017 la Corte costituzionale ha ritenuto legittimo il quesito referendario promosso dalla Cgil e riferito alla responsabilità solidale tra committente e appaltatore.
Il sindacato, con questo referendum, chiede di escludere la possibilità per un Ccnl (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) di poter derogare il regime di responsabilità solidale negli appalti, e, in generale, propone di abrogare le modifiche apportate dalla legge “Fornero” per attenuare la “responsabilità oggettiva” in capo all’azienda “madre”, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori occupati negli appalti e sub appalti coinvolti in processi di esternalizzazione
Il problema è che, in caso di vittoria del “sì”, ritorneremo all’originaria normativa del 2003 gettando nuovamente nell’incertezza gli operatori, visto che per le imprese committenti si aprirebbero contenziosi incontrollabili e si creerebbe una indeterminatezza tra la legge ordinaria ed il codice civile, in quanto la norma di riferimento (articolo 29 del Dlgs 276/2003), prevederebbe il regime di solidarietà passiva tra appaltatore e committente per «l’intero ammontare dei crediti di lavoro vantati dagli ausiliari dell’appaltatore» e l’articolo 1676 del Codice civile limiterebbe in favore del committente detto regime fino alla concorrenza del debito nei confronti dell’appaltatore.

Per ulteriori informazioni, tel. 0173/226611
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

freccia  Torna all'elenco news