APPROVATA LA LEGGE DI BILANCIO 2017

Il senato, in data 7 dicembre 2016, ha approvato la legge di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2017. Di seguito i punti qualificanti del provvedimento:

Bonus produttività e welfare

Il premio di produttività con la cedolare secca al 10% salirà, da gennaio, dagli attuali 2mila euro a 3mila euro; per crescere, poi, ancora di mille euro, fino cioè a 4mila euro, in caso di coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro (oggi questa soglia è ferma a 2.500 euro).
Ad ampliarsi è anche la platea dei beneficiari, con l’allargamento del limite di reddito per usufruire della tassazione agevolata, da 50mila euro, in vigore fino a dicembre 2016, a 80mila euro lordi annui (che scatterà dal 2017).
Viene confermato lo stretto legame tra il premio di risultato e la contrattazione di secondo livello legata ad incrementi reali di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione; e, anche, la possibilità di convertire il premio agevolato nei benefit ricompresi nel welfare aziendale, che sono completamente detassati, e quindi non più soggetti neanche all’imposta sostitutiva del 10 per cento. In particolare, saranno «esentasse» i contributi alle forme pensionistiche complementari e quelli a favore dell’assistenza sanitaria (anche se versati in eccedenza rispetto ai relativi limiti di deducibilità), agli aiuti diretti ai dipendenti, per la conciliazione vita lavoro, il valore delle azioni (si apre in questo modo la strada ai piani di azionariato diffuso).
Sono, inoltre, esclusi dalla base imponibile Irpef i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti (o di categorie di dipendenti) per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana o il rischio di gravi patologie. Spazio, poi, a una norma di interpretazione autentica per chiarire che le misure di welfare possono essere contenute anche nei contratti nazionali o territoriali o, ancora, interconfederali (oltre, ovviamente, ai contratti aziendali).

Bonus assunzioni

Il premio 2017 fino a 8.060 euro, per i contratti a tempo indeterminato, è rivolto ai datori di lavoro ubicati in una delle Regioni del Mezzogiorno. La possibilità di fruire della nuova decontribuzione su base territoriale termina con il finire del fondo a disposizione, 500 milioni rivolto alle regioni meno sviluppate Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e 30 milioni per Abruzzo, Molise e Sardegna, le Regioni classificate «in transizione». A tal fine rileva esclusivamente l’ubicazione della sede di lavoro.
Tali agevolazioni rientrano nei limiti del “de minimis” che potranno essere superati se l’assunzione realizza un incremento netto di occupazione.
La condizione dell’incremento occupazionale netto, ai fini del superamento del “de minimis”, non si applica nel caso in cui la riduzione di personale, nei 12 mesi precedenti l’assunzione, sia dovuta per: dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti di età, riduzione volontaria dell’orario di lavoro e licenziamento per giusta causa.


Giovani, alternanza scuola lavoro

Dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2018 per le assunzioni a tempo indeterminato, anche in apprendistato, di giovani lavoratori entro sei mesi successivi alla loro acquisizione di tutti i titoli di studio della scuola secondaria di secondo grado e della terziaria (qualifica e diploma professionale, certificato di specializzazione tecnica superiore, diploma di istruzione, diploma its, laurea, master, dottorato) è previsto lo sgravio totale dei contributi per tre anni, nel limite massimo di 3.250 euro annui.
L’incentivo spetterà a condizione che il giovane lavoratore abbia svolto presso il datore di lavoro il quale lo assume un periodo di apprendistato duale o almeno il 30% delle ore di alternanza obbligatoria previste dalla cosiddetta “riforma della scuola”, nella misura di 40 ore nel triennio finale degli Istituti Tecnici e Professionali e di 200 ore nei Licei.
Anche nel caso di assunzioni a tempo indeterminato di neo-laureati, il giovane lavoratore dovrà aver svolto presso l’impresa del datore di lavoro almeno il 30% del monte ore dedicato alle attività di tirocinio curricolare nei percorsi universitari.
La stessa condizionalità è prevista per i percorsi di istruzione e formazione professionale di competenza delle Regioni e per i percorsi di Istruzione Tecnica Superiore (ITS).
Il bonus verrà erogato dall’Inps secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, nei limite delle risorse disponibili pari a 7,4 milioni di euro per il 2017.
Tali agevolazioni rientrano nei limiti del “de minimis”.
Sono confermati gli sgravi per i contratti di apprendistato professionalizzante.

Congedo paternità

È prorogato per l’anno 2017 il congedo obbligatorio di due giorni per il padre lavoratore dipendente. Per l’anno 2018 il congedo obbligatorio è elevato a 4 giorni, estendibili a 5 in sostituzione e in accordo con la madre, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

Cambio appalto, no alla tassa
di licenziamento

Via la tassa di licenziamento nei cambi appalti, quando l’impresa assicura comunque la prosecuzione del rapporto di impiego dei lavoratori grazie alle clausole sociali contenute nei Contratti collettivi, e senza ricorrere alla Naspi.

Collaboratori autonomi
titolari di partita Iva,
aliquota contributiva al 25%

Dal 2017 per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata Inps e che non risultano iscritti ad altre gestioni né pensionati, l’aliquota contributiva è fissata al 25%.

Pensioni

Oltre stanziare risorse a sostegno delle pensioni più basse, la legge di bilancio 2017 prevede la possibilità di andare in pensione prima. L’Anticipo pensionistico (APE) spetta ai lavoratori che abbiano almeno 63 anni e sono a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia. Potranno accedere all’APE sociale i lavoratori che abbiano almeno 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con parenti di 1° grado con disabilità grave oppure per chi avrà raggiunto i 36 anni di contributi facendo dei lavori cosiddetti “pesanti”.  Queste categorie di lavoratori potranno andare in pensione fino a tre anni prima senza nessun onere fino a 1.500 euro lordi di pensione. Potranno accedere all’APE volontaria i lavoratori che avranno 20 anni di contributi versati; in questo caso la rata di restituzione del prestito andrà di media dal 4,6% al 4,7%. L’APE aziendale ha gli stessi meccanismi di funzionamento di quella volontaria, ma le rate di restituzione del prestito saranno a carico dell’azienda. Tutti gli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria avranno diritto al cumulo gratuito dei contributi ai fini della pensione anticipata e di vecchiaia.

Ires

Si conferma la riduzione dell’Ires già disposta nella Legge di Stabilità del 2016 e la progressiva riduzione del carico fiscale. Il reddito d’impresa degli imprenditori persone fisiche viene assoggettato all’aliquota Iri del 24%, la stessa dell’Ires, anziché essere ricompreso nel reddito complessivo ed essere sottoposto alla progressività dell’Irpef.

 

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