LAVORATORI EXTRACOMUNITARI STAGIONALI: NUOVE REGOLE

Lo scorso 24 novembre è entrato in vigore il Decreto Legislativo 203 del 29 ottobre 2016 riguardante le nuove regole di ingresso per lavoro stagionale di cittadini extracomunitari.

LAVORO STAGIONALE (art. 1 comma 1 lett. b) D.Lgs. 203/2016 che modifica l’art. 24 del D.Lgs. 286/98):

Il datore di lavoro o le associazioni di categoria per conto dei loro associati, che intendono instaurare in Italia un rapporto di lavoro subordinato a carattere stagionale nei settori agricolo e turistico/alberghiero con uno straniero, devono presentare richiesta nominativa allo sportello unico per l’immigrazione della provincia di residenza.
Lo sportello unico per l’immigrazione rilascierà il nulla osta al lavoro stagionale, anche pluriennale, per la durata corrispondente a quella del lavoro stagionale richiesto, non oltre venti giorni dalla data di ricezione della richiesta del datore di lavoro.
Qualora lo sportello unico per l’immigrazione, decorsi i venti giorni dalla richiesta effettuata dal datore di lavoro, non comunichi al datore di lavoro il proprio diniego, la richiesta si intende accolta, nel caso in cui ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:
a) la richiesta riguarda uno straniero già autorizzato almeno una volta nei cinque anni precedenti a prestare lavoro stagionale presso lo stesso datore di lavoro richiedente;
b) il lavoratore è stato regolarmente assunto dal datore di lavoro e ha rispettato le condizioni indicate nel precedente permesso di soggiorno.
Il nulla osta al lavoro stagionale autorizza lo svolgimento di attività lavorativa sul territorio nazionale fino ad un massimo di nove mesi in un periodo di dodici mesi.
Fermo restando il limite massimo complessivo di nove mesi, il nulla osta al lavoro stagionale si intende prorogato e il permesso di soggiorno può essere rinnovato in caso di nuova opportunità di lavoro stagionale offerta dallo stesso o da altro datore di lavoro fino alla scadenza del nuovo rapporto di lavoro stagionale. In tale ipotesi, il lavoratore è esonerato dall’obbligo di rientro nello Stato di provenienza per il rilascio di ulteriore visto da parte dell’autorità consolare
Al termine del periodo dei 9 mesi, il lavoratore, titolare di permesso di soggiorno stagionale, deve rientrare nello Stato di provenienza.

DIRITTO DI PRECEDENZA: Il lavoratore stagionale, già ammesso a lavorare in Italia almeno una volta nei cinque anni precedenti, ove abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno e sia rientrato nello Stato di provenienza alla scadenza del medesimo, ha diritto di precedenza per il rientro per ragioni di lavoro stagionale presso lo stesso o altro datore di lavoro, rispetto a coloro che non hanno mai fatto regolare ingresso in Italia per motivi di lavoro.

CONVERSIONE DEL PERMESSO DI SOGGIORNO STAGIONALE IN PERMESSO DI SOGGIORNO PER LAVORO SUBORDINATO: Il lavoratore stagionale, che ha svolto regolare attività lavorativa sul territorio nazionale per almeno tre mesi, al quale è offerto un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, può chiedere allo sportello unico per l’immigrazione la conversione del permesso di soggiorno in lavoro subordinato fermo restando la disponibilità di quote di conversione previste dal Decreto Flussi dell’anno di competenza.

ALLOGGIO DEL LAVORATORE: se il datore di lavoro fornisce l’alloggio al lavoratore extracomunitario, dovrà esibire, al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno, un titolo idoneo a provarne l’effettiva disponibilità, nel quale sono specificate le condizioni a cui l’alloggio è fornito, nonché l’idoneità alloggiativa. L’eventuale canone di locazione non può essere eccessivo rispetto alla qualità dell’alloggio e alla retribuzione del lavoratore straniero e, in ogni caso, non è superiore ad un terzo di tale retribuzione. Il medesimo canone non può essere decurtato automaticamente dalla retribuzione del lavoratore.

PERMESSO DI SOGGIORNO PLURIENNALE (art. 1 comma 1 D. Lgs. 203/2016 che modifica il comma 3 ter art. 5 D. Lgs. 286/98): al cittadino extracomunitario che dimostri di essere venuto in Italia per prestare lavoro stagionale almeno una volta nei 5 anni precedenti la richiesta (la precedente normativa prevedeva l’ingresso per almeno due anni consecutivi) può essere rilasciato un permesso di soggiorno pluriennale, fino a 3 annualità, con indicazione del periodo di validità per ciascun anno. Il permesso di soggiorno pluriennale sarà revocato se lo straniero non si presenta all’ufficio di frontiera esterna al termine della validità annuale e alla data prevista dal visto di ingresso per il rientro nel territorio nazionale.
Sulla base del nulla osta triennale al lavoro stagionale, i visti di ingresso per le annualità successive alla prima sono concessi dall’autorità consolare, previa esibizione della proposta di contratto di soggiorno per lavoro stagionale, trasmessa al lavoratore interessato dal datore di lavoro, che provvede a trasmetterne copia allo sportello unico immigrazione competente. Entro otto giorni dalla data di ingresso nel territorio nazionale, il lavoratore straniero si reca presso lo sportello unico immigrazione per sottoscrivere il contratto di soggiorno.
La richiesta di assunzione, per le annualità successive alla prima, può essere effettuata da un datore di lavoro anche diverso da quello che ha ottenuto il nullaosta triennale al lavoro stagionale.

RIFIUTO O REVOCA DEL NULLA OSTA AL LAVORO STAGIONALE E DEL PERMESSO DI SOGGIORNO:
il nulla osta al lavoro stagionale può essere rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, può essere revocato nei seguenti casi:
a) il datore di lavoro è stato oggetto di sanzioni a causa di lavoro irregolare;
b) l’impresa del datore di lavoro è stata liquidata per insolvenza o non è svolta alcuna attività economica;
c) il datore di lavoro non ha rispettato i propri obblighi giuridici in materia di previdenza sociale, tassazione, diritti dei lavoratori, condizioni di lavoro o di impiego, previsti dalla normativa nazionale o dai contratti collettivi applicabili;
d) nei dodici mesi immediatamente precedenti la data della richiesta di assunzione dello straniero, il datore di lavoro ha effettuato licenziamenti al fine di creare un posto vacante che lo stesso datore di lavoro cerca di coprire mediante la richiesta di assunzione.

Nei casi di revoca del nulla osta al lavoro stagionale sopra indicati, il datore di lavoro è tenuto a versare al lavoratore un’indennità per la cui determinazione si tiene conto delle retribuzioni dovute ai sensi del contratto collettivo nazionale e non corrisposte.
Il permesso di soggiorno non è rilasciato o il suo rinnovo è rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, è revocato nei seguenti casi:
a) è stato ottenuto in maniera fraudolenta o è stato falsificato o contraffatto;
b) risulta che lo straniero non soddisfaceva o non soddisfa più le condizioni di ingresso e di soggiorno previste dal presente testo unico o se soggiorna per fini diversi da quelli per cui ha ottenuto il nulla osta.

SANZIONI
Il datore di lavoro che occupa alle dipendenze, per lavori di carattere stagionale,uno o più stranieri privi del permesso di soggiorno per lavoro stagionale, ovvero il cui permesso sia scaduto, revocato o annullato, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato.

Tali pene sono aumentate da un terzo alla metà se i lavoratori occupati sono:
• in numero superiore a tre;
• minori in età non lavorativa;
• sottoposti alle altre condizioni lavorative di particolare sfruttamento di cui all'articolo 603-bis, comma 3, del codice penale (vedi articolo “La Nuova Legge contro il Caporalato).

 

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